• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

E ora, amico russo?

Radicato sul corpaccione della Russia profonda, sulla massa dei pensionati tenuti buoni con tariffe fuori mercato e tasse bassissime, vive  un certo orgoglio nazionalista basato sulla nostalgia per l’ex Impero che Putin ha sempre accarezzato dalla parte giusta del pelo.

di Lorenzo Colovini | 3 Marzo 2022

Premetto una doverosa e dolente solidarietà per il popolo ucraino. E la totale esecrazione dell’attacco di Putin, senza se e senza ma. Non intendo aggiungere la mia inutile voce di commento a quello che sta succedendo sul piano militare e diplomatico (già molto coperto da televisione e giornali). Volevo tentare qualche riflessione dal punto di vista del popolo russo.

Per motivi professionali ho viaggiato moltissimo in Russia (contando i timbri nel passaporto mi sono accorto che ci sono stato in tutto.. 54 volte), visto le grandi città e pure la provincia e conosciuto moltissimi russi – colleghi e no – e toccato con mano in funzionamento della macchina statale di quel grande Paese. L’ho fatto attraverso più di una società di distribuzione elettrica (di proprietà dello stato o controllate da questo) e indirettamente con uffici pubblici e ministeri per varie questioni burocratiche e tecniche.

Ebbene, ne ho tratto una convinzione: i russi non temono confronti con qualsiasi altro popolo, per distacco, se si tratta di fare bisboccia con le gambe sotto un tavolo a mangiare e tracannare vodka, (davvero un senso dell’ospitalità straordinario purché.. non siate astemi) ma sono pessimi interlocutori per il business.

Sia per un atteggiamento per nulla mirato al risultato: mai capitato in nessun altro Paese al mondo di redigere verbali (i mitici протоколы!) negoziando parola per parola, di firmare Memorandum of Understanding in pompa magna, di fare trasferte, indagini sul campo anche lunghe e complesse, mobilitare risorse e personale, fare incontri a livello di top management e poi.. non concludere assolutamente nulla.

Sia per una mostruosa, folle, burocrazia. Provate per esempio solo a certificare un prodotto tecnologico in Russia: vi ritroverete con norme nazionali che non riconoscono quelle internazionali, con un Registro per gli apparecchi certificati, un altro Registro per gli apparecchi certificati che possono essere installati in campo, se per caso si tratta di un prodotto di telecomunicazione dovete ottenere l’okay dal Servizio di Sicurezza Nazionale insieme a quello della stazione radiofonica della provincia in cui ne è prevista l’installazione.. un incubo. Sempre nel settore elettrico che conosco bene (ma sono certo che è così in tutti gli altri settori), la normativa circa la proprietà del contatore è folle e confusa, così come la totale mancanza di certezza e visibilità sul sistema tariffario. Un sistema privo di un quadro normativo e legale certo e stabile che sembra fatto apposta per scoraggiare l’imprenditoria e gli investimenti e, conseguentemente, il progresso tecnologico e l’ammodernamento delle infrastrutture.

Non stupisce dunque che non vi sia un campo tecnologico in cui la Russia possa vantare una minima leadership, che la gestione delle infrastrutture (con la verosimile eccezione del settore militare) langua, che l’economia si regga esclusivamente sull’export di materie prime. Una tale gestione disastrosa della cosa pubblica in un Paese davvero democratico avrebbe da tempo comportato un cambio di leadership. In Russia Putin governa da 20 anni circa con una debole opposizione (che peraltro fa fuori appena diventa un po’ petulante) e un sostanziale consenso. Radicato sul corpaccione della Russia profonda, sulla massa dei pensionati tenuti buoni con tariffe fuori mercato e tasse bassissime (forse per questo piaceva tanto a Salvini..) e su, diciamolo, un certo orgoglio nazionalista basato sulla nostalgia per l’ex Impero che Putin ha sempre accarezzato dalla parte giusta del pelo.

La per certi versi eroica reazione dell’Ucraina che non ha calato le brache senza reagire e tornare ad essere un satellite tipo Bielorussia ha dunque un suo perché: l’Ucraina – come la Moldavia, come le repubbliche baltiche, come i Paesi est europei ex Patto di Varsavia – pur con tutti i limiti e la fragilità del suo sistema, NON è Russia. Si è affrancata dalla elefantesca inerzia di un sistema obsoleto e illiberale e guarda avanti. Guarda all’Europa e tende ad un’evoluzione civile in senso occidentale.

(il resto dell’articolo è possibile leggerlo su www.luminosigiorni.it)

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Esteri

Info Lorenzo Colovini

Nato a Venezia nel 1959, vi ha sempre risieduto tranne alcuni periodi per lavoro. Laureato in ingegneria elettrotecnica nel 1984 all’Università di Padova, sposato con due figli gemelli (ormai 25enni) lavora all’Enel, settore Distribuzione, da 1987. Ha svolto per circa 20 anni incarichi nel territorio per poi passare ad attività di carattere nazionale nel International Business Development, lavoro che lo porta a passare molto tempo all’estero. Sempre come business developer di Enel, ha vissuto a Pechino per circa un anno e mezzo (2008-2009). Collaboratore fisso della testata on line Luminosi Giorni, rivista di cultura politica con particolare attenzione a temi dell’area veneziana. Fa parte del Direttorio di UNAeUNICA, associazione trasversale nata per contrastare l’ipotesi di divisione del Comune di Venezia nelle due parti di acqua e di terra.

Post precedente:L’eccentrica “divisa” del Presidente Zelensky
Post successivo:Così Vladimir è diventato come Stalin

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.