Il solito Renzi
Nel salotto di Vespa Renzi convince a metà. Accettabili i contenuti, meno convincente la sua corsa in solitario. Senza un più ampio schieramento riformista e liberaldemocratico l’ex leader riuscirà solo a sopravvivere.

Nel salotto di Vespa Renzi convince a metà. Accettabili i contenuti, meno convincente la sua corsa in solitario. Senza un più ampio schieramento riformista e liberaldemocratico l’ex leader riuscirà solo a sopravvivere.

Mauro Grassi apre il confronto sulle proposte programmatiche del Prof. Petretto. Per battere il centrodestra serve un centrosinistra più innovativo che punti sulla libertà dell’individuo, sia dal bisogno che dalla burocrazia asfissiante.

Il centrosinistra non ha vinto in maniera tale da poter parlare di fine della crisi. L'alleato di Governo si è liquefatto. E resta il tema, rilevante, di una destra egemone nel paese. Il centrosinistra deve diventare una confederazione, ampia variegata e ricca di idee e sensibilità diverse.

Si parte dalla Puglia, con un candidato comune fra Renzi, Calenda e Bonino, più per necessità che per convinzione. Invece la strada è proprio quella. Contro populismo, assistenzialismo e incompetenza un grande progetto di rinascita basato su sviluppo, libertà, giustizia e merito.

Lo statalismo, a sinistra, con l'ingresso della pseudocultura grillina nell'agone, sta aumentando di livello in maniera preoccupante. Si sente sempre di più la mancanza di una visione riformista in questo campo. Ma il tempo stringe. E’ ora che la sinistra riformista dia segni di vita.

Il centro sinistra toscano ha scelto Eugenio Giani come candidato alla Presidenza della Regione. Ora la palla passa al candidato che deve dimostrarsi credibile, in termini di rinnovamento, e capace di ascoltare i cittadini. Soprattutto su tre temi: sanità, lavoro e sicurezza.

La nostalgia è il collante delle piazze delle sardine e di quelle del centro-destra. Nostalgia dei vecchi valori di una sinistra che non si poneva il problema del governo per le prime e nostalgia delle “certezze” del passato per le seconde. Ma da nessuna delle due arrivano indicazioni per il futuro.

E’ nata Azione, il partito di Calenda, con tante ottime idee. Ma il progetto potrà funzionare solo se il nuovo partito farà da collante ai diversi personaggi, partiti e movimenti che si muovono nello stesso filone culturale.

Pregi e difetti di Leopolda10. Tanta gente e tante buone idee. Ma è l’ora di abbandonare la stretta osservazione del proprio “ombelico” e cominciare a pensare seriamente a costruire una alternativa politica nel Paese.

Tre idee per la crescita: rilanciare gli investimenti, puntare sulla scuola, sostenere le persone in difficoltà. Alcuni spunti per il rilancio del PD che conservano la loro attualità anche se scritti prima dell’uscita di Renzi.

Nessun rimpianto per il governo. Resta ora da vedere cosa fare. Quattro priorità: lavoro, economia, difesa del territorio e welfare. La cosa migliore è andare al voto.

Tre i temi principali da affrontare in tema di immigrazione. Il controllo dei confini, l’ordinata gestione delle presenze, compresi i rimpatri, e la gestione delle differenze culturali.

Stretta fra un populismo movimentista e una sinistra che guarda al passato l’Italia non va da nessuna parte. Sempre più forte l’esigenza di un’ offerta politica diversa che sappia misurarsi con i mega trend di oggi.
