Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.
Molte critiche alla leader di FdL per aver detto che in caso di vittoria elettorale spetta a lei l’incarico di formare il governo. Ma questo è esattamente quello che accade nei regimi parlamentari, come il nostro.
A fronte della proposta di una riforma costituzionale in senso presidenzialista non è il caso di gridare alla Costituzione in pericolo. Quella proposta ricalca quasi alla lettera quella messa a punto dalla Bicamerale D’Alema nel 1997.
Non è normale che una democrazia si metta a cambiare la legge elettorale se non proprio ad ogni elezione, quasi (1948, 1993, 2005, 2015, 2017 + Corte). E ogni volta la legge elettorale vigente è presentata, anche da chi l’ha votata, come un troiaio.
Letta è davanti a una sconfitta annunciata che gli avrebbe permesso di scommettere sul futuro, costruendo qualcosa di solido. Invece no. Ha cercato di partire da Gelmini e di finire a Fratoianni.
Secondo intervento del Prof. Fusaro. La decisione di Calenda di rompere con il PD ha cambiato il quadro. Per una valutazione attendibile bisogna vedere gli schieramenti finali.
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