• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

L’alternativa riformista

Anche se è in crisi, il riformismo resta l’unica strada per un futuro migliore. In Italia l’alternativa ai gialloverdi può essere costruita solo andando oltre quello che offre il convento dell’opposizione.

di Franco Camarlinghi | 23 Maggio 2019

Il presente del riformismo in Italia non gode di buona salute, tanto per non essere troppo pessimisti.

Basta considerare le due aree dove tradizionalmente si è potuta affermare una visione di trasformazione graduale della società (basata su principi di liberaldemocrazia e di compatibilità con un sistema di mercato anch’esso libero, ancorché regolato), cioè la sinistra e il centro degli schieramenti politici.

A sinistra, dopo alcuni anni in cui, pur fra molte contraddizioni, uno spirito riformista è sembrato poter prevalere in maniera definitiva, identificandosi con la crescita elettorale di un Pd a vocazione maggioritaria, si assiste oggi a un evidente ritorno ad una logica di conservazione di uno spazio limitato e non in grado imporsi come decisivo per un’alternativa al populismo oggi vincente.

Ancora peggio è per quanto riguarda il centro, quell’area definita da un voto moderato che, per tanto tempo, è stata determinante per ogni tipo di soluzione di governo, fosse questa di centrodestra, come di centrosinistra.

Si può dire, senza sbagliare, che la rappresentanza maggiore di tale area è l’astensione, visto che quanto di essa è confluito nella Lega o nei 5s si sposta ora da una parte, ora da un’altra, ma sempre all’interno dei due corni del populismo nostrano.

Tutto ciò per ora, ovviamente, ma occorre avere presente lo stato delle cose e il fatto che la fine dell’ubriacatura elettorale è lontana dall’esaurirsi, per il modo in cui è stata costruita sul disagio sociale derivante dal nuovo storico passaggio da una modernità ad un’altra (come, del resto è sempre avvenuto nella storia), su una sconsiderata promozione dell’antipolitica e sull’uso, altrettanto sconsiderato, dei nuovi mezzi d’informazione

Chi, in prospettiva, può tirare fuori l’Italia da questa situazione è l’Europa, con un risultato del 26 Maggio che certifichi il prevalere delle forze europeiste sui sovranisti e i populisti, dovunque essi siano.

Non è detto che questo avvenga, così come non è detto che succeda il contrario.

Un riformista italiano deve augurarsi che prevalgano i partiti europei che, tradizionalmente, hanno mantenuto fede (malgrado limiti e contraddizioni evidenti) ai principi della liberaldemocrazia e alle ispirazioni di fondo della socialdemocrazia.

Coniugare libertà e ricerca di una maggiore giustizia sociale è sempre stato difficile e oggi lo è ancora di più, a seguito della crisi economica che conosciamo: di fronte a tale problema l’inadeguatezza delle classi dirigenti europee ha aperto varchi profondi per il penetrare del populismo. Anche questo lo sappiamo.

L’orizzonte del riformismo rimane comunque l’unico che può migliorare la situazione nel nostro continente, e nel mondo occidentale, ma (come altri periodi della storia contemporanea ci insegnano) il rischio di andare in un verso contrario è permanente.

In Italia più che un rischio è ormai una realtà ed è inutile illudersi che in tempi brevi gli scontri interni all’ircocervo rappresentato dal governo gialloverde portino ad un’alternativa.

Quest’ultima va costruita con ben altra visione, capacità progettuale e leadership politica da quello che attualmente ci offre il convento dell’opposizione: per affrontare nel merito tutto ciò occorre uno spazio ulteriore rispetto alle considerazioni fatte.

Ne parleremo in un prossimo articolo, cercando di avviare un confronto dalle colonne di SoloRiformisti.

 

 

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : PoliticaTag: riformismo

Info Franco Camarlinghi

Franco Camarlinghi ha fatto diverse cose, alcune giuste e altre sbagliate, occupandosi sempre di politica e di questioni riguardanti la cultura. Siccome il tempo passa inesorabile fa a meno di annoiare sé stesso e gli altri con i ricordi personali di un’epoca che si allontana.
Guarda con stupore alla nuova classe politica e a quella dirigente.
In contrasto totale con gli onnivori social dominanti, fa dei tentativi ( da buon “riformista” novecentesco, leggendo e scrivendo) per capire i perché della situazione attuale italiana, insieme ai motivi del disordine mondiale.

Post precedente:5 domande a Zingaretti
Post successivo:L’Italia è un grande Paese

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.