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(questo articolo, già pubblicato dal Giornale, è ripreso con il consenso dell’autrice)
Nell’afflato originale dell’Islam c’è l’eguaglianza fra gli esseri umani. Invece in molte situazioni le gerarchie religiose e statali hanno usato i testi islamici per imporre comportamenti e restrizioni legali che negano l’eguaglianza.

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(questo articolo, già pubblicato dal Giornale, è ripreso con il consenso dell’autrice)
Fiamma Nirenstein è giornalista e scrittrice. É italiana e israeliana, un parco pubblico del centro di Firenze, il Giardino di Borgo Allegri, porta il nome della madre partigiana e giornalista fiorentina Wanda Lattes e del padre storico della Shoah Alberto Nirenstein. Vive a Gerusalemme ed è membro del think-tank israeliano il Jerusalem Center for Security and Foreign Affairs (JCFA). Ha studiato storia moderna all’Università di Firenze, dove è nata, e ha insegnato per diversi anni Storia di Israele e del Medio Oriente all’Università Luiss di Roma. È stata direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura dal 1992 al 1994. La sua esperienza giornalistica comprende giornali, radio e TV. I suoi saggi, interviste ed editoriali sul Medio Oriente sono stati determinanti nel rivelare i pregiudizi contro Israele.

Un aiuto sensato alla loro lotta sarebbe che il mondo progressista ne assumesse il senso. Non aiuta infatti che mentre le ragazze irraniane tolgono il velo rischiando la vita, qui in occidente ci battiamo perchè le musulmane possano tenerlo ed anzi affidiamo la rappresentanza politica dell’islam di seconda e terza generazione proprio a donne velate. Non c’entra qui il discorso sulla ‘libertà di velo’ quando questo assume una valenza simbolica e politica come stanno dimostrando le iraniane.