• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

E fu Deglobalizzazione

di Il tocco di Alviero | 3 Maggio 2022

Stiamo probabilmente entrando in una nuova fase della storia: l’era della globalizzazione, basata su una standardizzazione di produzioni just in time, spesso effettuate sui mercati a più basso costo della manodopera,sembra ormai tramontata. Un condiviso sistema di scambi internazionali aveva ridotto nel passato il rischio di inefficienze nella gestione delle scorte e il progresso tecnologico garantiva prezzi di vendita sempre più bassi, quindi un livello di inflazione risibile per i consumatori e alta marginalità per l’industria. Un mondo ideale insomma, senza preoccupazioni geopolitiche particolari e la bilancia commerciale di un Paese, primo indicatore della sua vitalità. In un mondo così deregolamentato, liberalizzato e delocalizzato, (si produce dove costa di meno) gli scambi internazionali sono decollati: dai 3,5 trilioni di $ del 1990 si arriva ai 20 trilioni di $ nel 2018. Preistoria. Tra il 2020 e il 2022 due eventi straordinari, quanto inaspettati e nefasti(pandemia e guerra) hanno stravolto questo mondo, avviando l’era della deglobalizzazione. Ma cosa è?  È un mondo in cui la diffidenza vince sulla fiducia, dove i Paesi hanno scoperto per necessità (a causa della pandemia) o per opportunità (a causa della guerra) che alcune produzioni di beni primari (ad esempio dispositivi sanitari e produzione energetica) devo essere avvicinati a casa. È un mondo in cui la necessità di controllo e sicurezza prevale su quella di efficienza. E così i nuovi confini geopolitici restringono il concetto di globalizzazione ai soli Paesi di cui ci fidiamo, erigendo muri con tutti gli altri. La storia ama ripetersi e una involuzione di questo genere è già capitata nel secolo scorso: dopo un periodo di progresso scientifico a livello internazionale, tra le due guerre mondiali si scatena una fase di diffidenza internazionale e politiche economiche autarchiche come reazione. Con una differenza sostanziale però: oggi il mondo è molto più interconnesso di allora e sarà molto più arduo emanciparsi di colpo dai Paesi utilizzati per una massiva produzione fino a ieri. Le prime statistiche parlano chiaro: circa 300 mila aziende europee e americane sono già in difficoltà per avere basato in Ucraina e in Russia le loro forniture. Non solo. L’Europa sembra oggi l’area più esposta al rischio deglobalizzazione: il mix di errate politiche comunitarie del passato, (come ad esempio lasciare il settore dei microchip ai coreani o affidarsi ad un unico fornitore energetico) determina l’affannosa ricerca di alternative a prezzi maggiorati e, di conseguenza, un livello di inflazione più alta che strozza l’economia. Il “made in China” ci aveva aperto un mondo low cost in cui ci siamo abbuffati per anni. Ora dovremo rilocalizzare le produzioni, ma nel rispetto del nostro sistema di regole salariali, ambientali e di sicurezza.  Con tutte le conseguenze del caso. Potrebbe essere però un momento molto favorevole: le rilocalizzazioni potrebbero determinare milioni di posti di lavoro, se e solo se le imprese dovessero trovare un ambiente favorevole dove investire, privo di burocrazia e con un sistema fiscale meno oppressivo.Altrimenti rimarremo un territorio economico sempre più piccolo e insignificante. Più per demeriti nostri, che per meriti altrui.

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Nuvole e mercati

Info Il tocco di Alviero

Alviero Laureato con lode in Economia e alunno dell’Almo Collegio Borromeo, ha studiato e lavorato per alcuni anni all’estero. Master post laurea in “Contabilità e Finanza”, esperto di consulenza finanziaria e gestione del portafoglio, è stato manager nell’area dei mercati finanziari in alcuni dei principali gruppi bancari italiani e internazionali. Docente in alcuni Master post laurea, per diletto si appassiona di arte ed è autore di numerosi studi di economia e finanza dell’arte. Autore di numerose pubblicazioni, è stato insignito della Medaglia Laurenziana per la divulgazione di contenuti tematici innovativi a livello nazionale e vincitore del Premio Spoleto Festival Art 2016. Si interessa anche di politica, ma non ha vinto nessun premio. Ha una compagna e due figli che gli danno molta soddisfazione, a differenza della sua squadra del cuore… ma si sa che il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce.

Post precedente:25 aprile, festa di pace
Post successivo:Il sospetto

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.