• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

A tutto debito

di Il tocco di Alviero | 29 Maggio 2023

Si era già approfondito nella scorsa puntata di come il BelPaese viva spericolatamente e da anni con un altissimo debito pubblico, seppur, allo stesso tempo, sia particolarmente virtuoso in termini di debito privato, occupando l’ambitissima ultima posizione nei Paesi dell’eurozona. Quando si parla di debito, è infatti bene distinguere tra debito pubblico e debito privato, il primo è riferito allo Stato, il secondo a famiglie e imprese: dalla somma di questi due settori, rileviamo il vero indebitamento totale dell’economia di un Paese e il reale senso di preoccupazione che ne dovrebbe derivare.

La fotografia che emerge dall’ultimo rapporto dell’ IIF (Institute of International Finance) sul debito globale al primo trimestre 2023 è piuttosto preoccupante e vanifica i progressi annunciati pochi mesi fa nel rapporto di fine anno.

La fredda cronaca: l’ammontare complessivo del debito contratto nel mondo da Stati, imprese, banche e famiglie ha superato i 300.000 miliardi di $ (il record di sempre è a 304.900 miliardi di $), in crescita di 8.300 miliardi nel solo primo trimestre 2023. A soffiare sul fuoco del debito complessivo ci sarebbero prevalentemente i Paesi emergenti per la prima volta nella storia sopra i 100mila miliardi.

Quanto dobbiamo preoccuparci? I fronti di rischio ci sono e sono molteplici. Una buona parte di questo indebitamento è piuttosto recente: nel 2020 e nel 2021 per affrontare l’emergenza pandemica i Paesi hanno fatto ampio ricorso alle politiche fiscali. Ma anche le restrittive politiche monetarie delle Banche centrali stanno complicando lo scenario. L’accesso al credito si fa sempre più difficile, ma le famiglie consumatrici, soprattutto quelle americane ed europee, non intendono cambiare il loro tenore di vita, (almeno così sembrerebbe per ora), scatenando di fatto un corto circuito pericolosissimo: si indebitano di più, non calano i consumi, l’inflazione rimane alta e le banche centrali sono costrette a “rincorrere” la situazione, con continui rialzi dei tassi. E le prime avvisaglie di tensione si sono già parzialmente verificate con la crisi delle banche regionali americane.

Ci sono però anche altri rischi che aumentano il livello di guardia: l’invecchiamento della popolazione, l’aumento dei costi sanitari e le notevoli lacune nei finanziamenti per il climate changecontinuano a mettere sotto pressione i bilanci pubblici di tutte le principali economie mature.

In più, per non farci mancare nulla, il fragilissimo contesto geopolitico ha costretto i maggiori Paesi occidentali ad uno stanziamento extra in termini di spese per la difesa, che ovviamente gravano sul debito pubblico.

Anche la stabilizzazione del rapporto debito globale su Pil mondiale (ad oggi attorno al 335%) non induce all’ottimismo: l’esplosione dell’inflazione ha di fatto gonfiato il valore nominale del PIL e quindi ridotto automaticamente il rapporto. Senza questo livello di inflazione così alta, per dirla in parole povere, sarebbe molto più in accelerazione. (Per carità, il rapporto a marzo 2021 era anche arrivato al 361%, ma depurato, appunto dell’effetto inflazione).

È dunque un epilogo mesto ad attenderci? Dipende. Rispetto alla grande crisi del 2008, il rafforzamento del sistema creditizio è decisamente evidente e più rassicurante. Concentrandosi solo sugli USA ad esempio (da dove poi tutto partì…), le istituzioni finanziarie americane rappresentano un debito pari al 78% del Pil, molto inferiore al livello del 110% della crisi del 2007-2008. E questo, come detto, è un ottimo punto di partenza. Ma temo che ancora una volta la risposta dovrà arrivare proprio e ancora dagli USA, dove la recente apertura dell’amministrazione democratica per trovare soluzioni condivise con l’opposizione sul tetto al debito pubblico, fa pensare che, parafrasando Flaiano, la situazione è davvero grave, ma anche seria (semicit.)

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Nuvole e mercati

Info Il tocco di Alviero

Alviero Laureato con lode in Economia e alunno dell’Almo Collegio Borromeo, ha studiato e lavorato per alcuni anni all’estero. Master post laurea in “Contabilità e Finanza”, esperto di consulenza finanziaria e gestione del portafoglio, è stato manager nell’area dei mercati finanziari in alcuni dei principali gruppi bancari italiani e internazionali. Docente in alcuni Master post laurea, per diletto si appassiona di arte ed è autore di numerosi studi di economia e finanza dell’arte. Autore di numerose pubblicazioni, è stato insignito della Medaglia Laurenziana per la divulgazione di contenuti tematici innovativi a livello nazionale e vincitore del Premio Spoleto Festival Art 2016. Si interessa anche di politica, ma non ha vinto nessun premio. Ha una compagna e due figli che gli danno molta soddisfazione, a differenza della sua squadra del cuore… ma si sa che il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce.

Post precedente:Sanità pubblica, cosa non funziona
Post successivo:I salari italiani sono più bassi di quelli europei? E perchè?

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.