Dice che giorni fa i giovani del PD hanno festeggiato il compleanno di Fidel Castro.
Intanto Marattin non esclude di fare un patto con la Meloni perché il programma della Meloni è sostanzialmente quello dell’Ulivo del 1996 e Marattin (io l’ho conosciuto ai tempi di Italia Viva) è una persona pratica, non ideologica.
Se Togliatti fece la Svolta di Salerno rinviando la questione istituzionale a dopo la vittoria sui nazifascisti, Marattin può pure scegliere di evitare la testimonianza al centro alle prossime elezioni politiche e mettersi programmaticamente accanto a Forza Italia per evitare un governo di estrema sinistra mentre i cosiddetti riformisti del PD applaudono la Meloni in parlamento, ma vengono bullizzati dal loro stesso partito.
Marattin è accreditato dell’1,6, che insieme all’acquisto di Cateno de Luca al Sud, fa nei sondaggi superare alla Meloni la quota per il premio di maggioranza e, in ogni caso, fa stare la coalizione di partiti che indicheranno Meloni a Mattarella davanti al Campo Largo, che ha il terrore di votare a scadenza.
Il Campo Largo continua a chiedere di sapere la data del voto. La Meloni, che è furba, li vuole portare a spasso per un anno per farli stancare. La melina del calcio, né più né meno.
In un anno possono capitare tante cose, in politica è un’eternità. Pensate alla differenza tra il 1988 e il 1989.
La sinistra non è abituata a votare a scadenza, non è mai successo. E non è nemmeno abituata, come nelle grandi democrazie, a stare all’opposizione per almeno dieci anni dai tempi della prima repubblica, quando Berlinguer baciava il rospo Andreotti per non finire come in Cile, si sentiva più protetto dalla Nato che dal Patto di Varsavia e isolò le BR e i succedanei nella loro fogna.
Se rivince la Meloni il PD si frantuma. Il che non è un bene perché rifare una sinistra costituzionale sarà complicatissimo.
Ce lo fa vedere la Francia, dove il PS è al livello dell’italiana Azione e Melenchon andrebbe arrestato per insurrezione.
Temo da mesi che la sconfitta del Campo Largo e la frantumazione del PD, ormai incistato dall’estremismo, possa portare le frange ancora più estreme, quelle solo un passo più agitate di quanti vanno in piazza in questi giorni, ad atti terroristici
Per separare i cattivi maestri dagli allievi cattivi, nella UE dovrebbero mettersi d’accordo tra capi di governo e chiudere contemporaneamente le scuole dalla media inferiore fino alle università almeno per un anno, con coprifuoco per i minori di 20 anni.
Tempi eccezionali, guerra ibrida, una montagna di soldi che arriva dal Medio Oriente e dalla Russia per comprare chi sa esattamente cosa fare con gli utili idioti troppo giovani per capire l’emergenza.
Non temo i carri armati russi, ma temo i collaborazionisti propal e filorussi al governo.
La Francia sta peggio di noi perché in Italia, escluso il malconcio Salvini e, fuori dal perimetro, Vannacci che però sta perdendo consensi nei sondaggi, c’è una destra diversa da quella putiniana della Le Pen.
Aggiunte a destra di gente come Marattin e soci porterebbero la Meloni a spostarsi ulteriormente verso il centro e a una destra costituzionale che l’Italia non ha da tempo immemorabile, mentre all’estero ha avuto i nomi di Churchill e De Gaulle.
Continuando a sinistra, e anche da parte dell’ormai ascaro Matteo Renzi (che odia la Meloni solo per la legge contro i guadagni all’estero), la mostrificazione di un’area politica che certo ha ancora i suoi problemi, ma anche la sinistra ce li ha, siamo sull’orlo di un abisso che non pensavo di dover affrontare.
Una sola cosa mi trova d’accordo con quelli del PD. In questa fase storica in cui più categorie belliche si intersecano tra loro, la moderazione di chi è già da una parte precisa non serve.
Serve invece un “entrismo” da parte dei centristi (politici ed elettori) negli opposti ed estremi schieramenti a cui si sentono più affini.
Perché è in corso un’ordalia. E in un’ordalia ogni mano in più conta davvero.
…


IL FUTURO DELL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA È UN’IMPRESA UMANA
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